Piano di Sorrento
3319265058
annunziatapiano@gmail.com

Venerabile Arciconfraternita della
Santissima Annunziata

Parrocchia di San Michele Arcangelo - Piano di Sorrento

Giovedì Santo 2020

La preghiera sarà trasmessa in streaming sui nostri social Facebook e Youtube a partire dalle ore 20.00 Il Giovedì Santo che nessuno immaginava è arrivato! Ci siamo preparati a viverlo al meglio, mettendoci in cammino, nonostante tutto. Abbiamo pregato e sperato e ora con il cuore trepidante siamo pronti. Ancora […]

Cantiamo insieme “Genti Tutte”

Chi si era rassegnato a non cantare “Genti Tutte”, l’inno del Giovedì Santo della nostra processione bianca, accoglierà con gioia questa iniziativa. La processione non sfilerà fisicamente per le nostre strade cittadine, ma noi la renderemo comunque “viva” attraverso la nostra preghiera, i nostri canti e il nostro cammino spirituale. […]

Una catechesi in quarantena

Non mancano le iniziative di catechesi della nostra Arciconfraternita in preparazione alla Settimana Santa e alla Pasqua. Vivremo questo tempo senza le Celebrazioni e i Riti con cui siamo cresciuti nella vita e nella Fede, ma questo non significa che non ci sarà un Triduo pasquale e la Pasqua. Ogni […]

Una mostra virtuale

“Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” I versi del Salmo 119 sono il titolo della mostra dei Simboli della Passione che quest’anno viviamo “virtualmente” sul nostro sito: www.annunziatapiano.org Come cercatori di Dio, ci mettiamo oggi in cammino per vivere la dimensione vera e […]

Verso Giovedì Santo

La Congrega è chiusa, le vesti lavate e stirate con tanta cura e tanto amore, sono ammassate negli armadi, i lampioni si domandano come mai nessuno vada a lucidarli, le fiaccole trepidano nell’attesa di essere accese e i martìri attendono di essere preparati con la “rosa rossa” per raccontare a […]

“Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino”

Il momento difficile che stiamo vivendo ci ha privato anche della tradizionale mostra dei Simboli della Passione che da ormai trentasei anni si è ripetuta in forme sempre diverse.

Vi proponiamo qui il percorso che avevamo pensato per voi quest’anno. Vi invitiamo a viverlo con Fede, a percorrerlo nei suoi spunti multimediali e a meditare sulla grandezza dell’amore di Dio.

SCORRI QUESTA PAGINA, LEGGI CON ATTENZIONE I TESTI
E GUARDA I VIDEO PER COMPRENDERE L’ESPERIENZA DELLA PROCESSIONE DEL GIOVEDI’SANTO.
Ti ritroverai immersa/o in questa tradizione e sarai in “cammino” con noi.

LA PAROLA DI DIO

“Lamapada sui miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino”
E’ il simbolo guida, il punto di riferimento,
lo scrigno di un racconto che coristi e incappucciati
narrano e si narrano.

Anche quest’anno ci metteremo in cammino. Le strade, le vesti, i simboli, i canti saranno quelli di sempre: sotto il cappuccio risentiremo il respiro di nostro padre, del nonno, del trisavolo che non abbiamo mai conosciuto e di tanti che dal fondo dei secoli ci hanno trasmesso questa santa tradizione. Speriamo di avere gli stessi cuori ferventi e compunti con cui essi, prima di noi, andavano cantando con le parole e il dolore di Davide: «Miserere!».

Il Pane, la Coce, la Luce – leggi

LA CROCE DELLA FRATELLANZA

Rappresenta l’antica Croce dietro cui i primi confratelli andavano in visita agli Altari della Reposizione, pregando e cantando salmi.

Carissimo Priore, dopo prove e polemiche, alla fine di interminabili riunioni sui percorsi e i tempi di occupazione del Corso Italia per evitare scontri di processioni e incroci di statue, all’indomani di assemblee e veementi collegi dei cerimonieri, ora che i cori, dopo lunghe prove, sono accordati e i lampioni lucidati, pronte le cerimonie di uscita e l’ordine dei portanti, le vesti consegnate e gli incarichi affidati, adesso che è in atto il conto alla rovescia per il primo rullo di tamburi della Processione del giovedì sera, del venerdì notte o della sera, ferma per un’ora tutta questa macchina che corre all’impazzata e, con l’autorità che ti è stata affidata, chiedi ai tuoi confratelli e ai portanti, ai bambini e alle ragazze del coro, ai componenti del Miserere e alle centinaia di incappucciati: 

“Credete che sia giusto uscire in processione quest’anno?”.

Sotto il vestito niente – leggi

IL CORO DELL’ANNUNZIATA

Essa è seguita dal Coro dell’Annunziata a cui è affidato il compito di cantare l’Inno “Genti Tutte” e di annunciare
“Genti tutte, venite e mangiate”,
“Genti tutte, venite e adorate”,
“Genti tutte, venite e ascoltate” 

Il Coro dell’Annunziata è il coro dell’”ECCOMI” perché è intitolato a colei, nostra madre e patrona, che non ha esitato a dire il suo “Eccomi, sono la serva del Signore, si compia in me la sua volontà!”, quando l’Arcangelo Gabriele le ha annunciato che sarebbe diventata la madre di Gesù.

Il Coro dell’Annunziata: leggi

I SIMBOLI DELLA PASSIONE

LA CROCE DELLA Via crucis

Apre la sequela dei Simboli della Passione di Gesù,
è la stessa croce che tutti i venerdì di Quaresima i confratelli portano nella Basilica di San Michele Arcangelo durante la Via Crucis Parrocchiale.

Nell’Orto del Getsemani, l’agonia, il tradimento e l’arresto di Gesù

“Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: “Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?”. E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.” (Mt 26,14-16). 

Comincia così il racconto della Passione e Morte di Gesù. Con negli occhi la scena dell’unzione che lo ha irritato non poco (“perché questo spreco?”), senza potersi liberare dal profumo intenso dell’olio versato sul capo del Maestro, Giuda fa di corsa il tratto di strada che separa Betania da Gerusalemme e, trafelato, si presenta ai sacerdoti per pattuire un prezzo. Quanto può costare Gesù? Ogni uomo ha il suo prezzo ed i furbi lo sanno! Gesù è pronto a pagare il suo prezzo di sangue per la redenzione di Giuda e di tutti gli uomini e un suo discepolo lo sta vendendo, anzi svendendo al nemico.

Giuda il primo banchiere – leggi

OLIVO

Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, sul Monte degli Ulivi e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me».

CALICE DELLA PASSIONE

Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà».

PIETRE INSANGUINATE

Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.

TRENTA DENARI

Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: «Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.Helps you bring your ideas to life.

LANTERNA

Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». E subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò.

BASTONE

Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». E subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò.

COLTELLO CON ORECCHIO

Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate, basta così!». E toccandogli l’orecchio, lo guarì.

CAPPIO

Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi.

Miei cari fratelli, è proprio una scena d’agonia e di cenacolo. Fuori c’è tanto buio e piove. Nella nostra Chiesa, che è diventata il Cenacolo, non piove, non c’è buio, ma c’è una solitudine di cuori di cui forse il Signore porta il peso. C’è un nome, che torna tanto nella preghiera della Messa che sto celebrando in commemorazione del Cenacolo del Signore, un nome che fa’ spavento, il nome di Giuda, il Traditore. Un gruppo di vostri bambini rappresenta gli Apostoli; sono dodici.

Mio fratello Giuda – leggi

Il rinnegamento di Pietro

gallo

Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ed egli negò davanti a tutti: «Non capisco che cosa tu voglia dire». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo giurando: «Non conosco quell’uomo». Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: «Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». E uscito all’aperto, pianse amaramente.

La tortura, il processo e la condanna

FLAGELLO E COLONNA

Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare

CORONA DI SPINE
CANNA
MANTO ROSSO

E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.

ECCE HOMO

Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta. Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba. Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: «Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Allora il governatore domandò: «Chi dei due volete che vi rilasci?». Quelli risposero: «Barabba!». Disse loro Pilato: «Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?». Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli aggiunse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora urlarono: «Sia crocifisso!».

BROCCA E TOVAGLIA

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli». Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso

Verso il Calvario

panno della veronica

Inutilmente nei racconti della Passione dei quattro evangelisti cercherai un fondamento biblico: la Veronica ti viene incontro dalla VI Stazione della Via Crucis come un dolce intermezzo nella violenta rappresentazione della follia deicida. E’ una donna che si stacca dalla folla, supera il cordone dei soldati e avvolge, per un attimo, il capo dolente del Condannato in un panno di lino. Quando i soldati si voltarono, avendo avvertito un fruscio di femminilità, è già scomparsa, divorata dalla calca, sparita con la sua preziosa reliquia.
(tratto da: Velo di donna, donna di velo – 2000)

IL CIRENEO

Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo. Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui.

La crocefissione e la morte in Croce

FUNE, MARTELLO
E CHIODI

Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù nel mezzo.

J.N.R.J.

Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei». Rispose Pilato: «Ciò che ho scritto, ho scritto».

TUNICA
VESTE BIANCA
DADI

Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. E sedutisi, gli facevano la guardia

L’Agonia

SPUGNA

Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!».

ADDOLORATA

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

CROCIFISSO

Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!».

LANCIA

Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era gia morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

SCALA
TENAGLIE
SUDARIO

C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatèa, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. Era il giorno della parascève e gia splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo secondo il comandamento.

TRONCO

C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatèa, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. Era il giorno della parascève e gia splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo secondo il comandamento.

MISERERE

A conclusione dei Simboli vi è il Coro del Miserere che canta il Salmo 50 scritto da Davide per chiedere perdono a Dio. Così come Davide sente il bisogno di chiedere e ottenere il perdono, anche tutti quelli che partecipano o guardano la processione devono sentire lo stesso bisogno: pentirsi delle cattiverie fatte nei confronti di Dio e dei propri simili.

La processione, itinerario di redenzione, attraverso la meditazione sulla Passione e Morte di Gesù e il momento catartico della richiesta di perdono con il canto del Miserere ci rende degni del perdono misericordioso di Dio che otterremo con il Sacramento della Riconciliazione.
Rinnovati nello spirito possiamo accostarci all’Eucarestia del giorno di Pasqua.

Il passaggio dall’Inno” al “Miserere” segnò l’inizio della mia adolescenza con la fatica di memorizzare il testo latino senza capire nulla, con il pericolo di dividere le sillabe senza senso. Fu una conquista, un passaggio di status, una promozione, un avanzamento di carriera essere ammesso nel coro: “Non sono più un bambino! Sono grande ormai!” mi dissi, a quindici anni, varcando la soglia della mia Confraternita. Non sapevo neppure di cantare un Salmo e tanto meno un “salmo penitenziale”, non conoscevo Davide con la sua storia, per me il Miserere era un motivo. Lo sentivo nell’aria venire puntuale con la primavera, fioriva con le fresie sul muro tufaceo del giardino del nonno o sorgeva dal mare con quell’odore strano di febbraio?

MISERERE è il titolo con cui viene comunemente conosciuto il Salmo 51 (50 nella numerazione greca), che anima moltissime celebrazioni quaresimali in tutto il mondo cristiano.

Scritto in un momento di profondo pentimento dal Re Davide, nelle nostre processioni il Miserere è il canto con cui si implora il perdono di Dio e, proprio la sera del Giovedì Santo,  assume un valore molto “particolare”.

I SIMBOLI DELL’ULTIMA CENA

vengono portati in processione dai confratelli in seno alla Fratellanza

BACILE
ASCIUGATOIO

Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, quando gia il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto.

IL NUOVO COMANDAMENTO

“Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho gia detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”.

pane

Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: “Prendete, mangiate: questo è il mio corpo”.

calice del vino

Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio”.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: