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il Coro dell’Annunziata

Il “Coro dell’Annunziata” ha visto la luce in seno all’Arciconfraternita della Santissima. Annunziata nel 1985 rispondendo all’esigenza di una presenza femminile nella Processione del Giovedì Santo.

Esso è composto da oltre 400 donne, bambine, ragazze e signore di ogni età.

Dal 1985 al 1988 il coro ha cantato in latino e senza accompagnamento musicale, “Parce Domine” e “Vexilla Regis”. Dal 1989 è presente un complesso bandistico di accompagnamento.

Si sono succeduti negli anni i seguenti canti: “Sulla Tomba”, “Pietà Signore”, “Nel Tuo Pane”, “Pietà di Noi”, fino al 1993 quando il parroco della Basilica di San Michele Arcangelo, Don Arturo Aiello, ora Vescovo di Teano-Calvi, ha composto “Genti Tutte”, attuale inno del Giovedì Santo.

Il Coro, composto di oltre quattrocento unità, è stato diretto fino al 2003 al M° Lina Gargiulo con la collaborazione del M° Carmelo D’Esposito e del M° Giuseppe Masi.

Da Pasqua 2015 il canto viene eseguito a 4 voci con un arrangiamento realizzato dalle Clarisse dell’Immacolata di Pietravairano (CE)

L’arrangiamento bandistico dell’Inno è a cura del M° Pasquale Aiezza.

Acolta l’Inno:

Genti tutte, venite e mangiate,

questo e il giorno del Pane e del Vino

dato a tutti da Cristo Signore,

testamento di morte e d’amore.

 

Questo e il giorno in cui sazia ogni fame

quell’amore che in pasto si diede,

sacrificio perfetto e fecondo

fino all’ultimo giorno del mondo.

 

O Gesù, vero Pane del cielo

macinato e nel sangue impastato,

cotto al fuoco del santo Tuo amore,

vieni e sazia la lame del cuore! (2)

 

Genti tutte, venite e adorate:

è l’Altare la madia del Pane,

e la Croce il torchio del Vino

che trasforma dell’uomo il destino.

 

Non c’è amore più grande e più vero

di chi dona all’amico la vita

come il chicco che muore e si irriga

perchè nasca e fiorisca la spiga.

 

O Gesù, vero Pane del cielo

macinato e nel sangue impastato,

cotto al fuoco del santo Tuo amore,

vieni e sazia la lame del cuore! (2)

 

Genti tutte venite e ascoltate

la notizia più bella del mondo:

cancellato è ogni nostro peccato

nella Croce del Dio incarnato!

 

Ogni uomo macchiato è redento

ed ammesso alla Mensa del Padre,

cinti i fianchi e la lampada accesa

finchè non si consumi l’attesa.

 

O Gesù, vero Pane del cielo

macinato e nel sangue impastato,

cotto al fuoco del santo Tuo amore,

vieni e sazia la lame del cuore! (2)

Il Coro dell’Annunziata è il coro dell’”ECCOMI” perché è intitolato a colei, nostra madre e patrona, che non ha esitato a dire il suo “Eccomi, sono la serva del Signore, si compia in me la sua volontà!”, quando l’Arcangelo Gabriele le ha annunciato che sarebbe diventata la madre di Gesù. Tutti siamo chiamati a esclamare con tutto il nostro cuore: “Eccomi, si compia in me la tua volontà”. Tutti siamo chiamati a farlo in modo consapevole, ben conoscendo il senso di quello che ci riuniamo per fare insieme: la processione. Il Coro dell’Annunziata è giovane rispetto alla storia ultracentenaria della Confraternita e rappresenta un invito. E’ presente in processione dal 1986 e dal 1993 canta l’Inno “Genti tutte” composto da Mons. Arturo Aiello, all’epoca Parroco della nostra Basilica di San Michele Arcangelo. Esso apre la processione bianca che si muove dalla Congrega della Santissima Annunzia all’imbrunire del Giovedì Santo in Visita agli Altari della Reposizione. Genti tutte è tre inviti importantissimi destinati a chi lo canta durante le prove e la processione, a chi partecipa portando un simbolo o un lampione e anche a chi guarda la processione dal ciglio della strada o da una finestra: Genti tutte venite e mangiate, venite e adorate, venite e ascoltate. Questo invito ci introduce alla Processione che è una sequela di simboli e luci che ci ricordano le cattiverie che l’uomo ha compiuto nei confronti di Gesù e contemporaneamente ci indicano che con l’amore possiamo scorgere una luce nell’oscurità della barbarie. Chi segue con attenzione lo sfilare di flagelli, lance lampioni e croci finisce per imbattersi nel Miserere, il coro del pentimento che segue il Trono, la Croce spoglia. Il Salmo 50 o Miserere è la rappresentazione della presa di coscienza da parte dell’uomo del male fatto, ieri nei confronti di Gesù e, ogni giorno, vero i propri simili. Il Miserere è la nostra implorazione di perdono, quel perdono che il Signore misericordioso non ci negherà. Ecco che purificati dal nostro cammino di penitenti possiamo accostarci alla Men- sa del Signore liberi da ogni peccato: la nostra processione si conclude, infatti, con i simboli dell’Ultima Cena e dell’istituzione dell’Eucarestia che celebriamo il Giovedì Santo. Genti tutte venite e mangiate è il primo invito. Nutriamoci del corpo e del sangue di Gesù per essere pienamente suoi figli. Il Giovedì Santo facciamo memoria del momento in cui Gesù si è dato a noi sotto forma di pane e di vino e andremo a cantare per le vie del nostro paese per raccontare questo testamento di morte e d’amore dato a tutti da Cristo Signore. Genti tutte venite e adorate è il secondo invito. Non c’è amore più grande e più vero di chi dona all’amico ciò che ha di più prezioso: la vita. E’ necessario che il chicco di grano, Gesù, muoia, sia seppellito e irrigato per poter fiorire e dare vita a una meravigliosa spiga. Questa trasformazione avviene sull’Altare, che è la madia del pane, il posto in cui si impasta e prende forma, prima di salire sulla Croce, il torchio del vino, dove come un chicco d’uva, viene schiacciato e diventa vino… Tutto questo siamo chiamati ad adorarlo negli Altari della Reposizione in giro nelle Chiese della nostra parrocchia. Genti tutte venite e ascoltate è il terzo invito. E’ l’invito più importante e rassicurante. E’ la notizia più bella del mondo! Non importa quanto tu sia un peccatore, non contano le macchie sulla tua coscienza perché grazie alla Croce del Dio incarnato tu, proprio tu, io, tutti noi, saremo redenti. Cancellato è ogni nostro peccato e possiamo essere ammessi alla mensa del padre nel giorno in cui avrà sconfitto la morte: la Pasqua! Il ritornello è una invocazione, la nostra invocazione: vieni e sazia la fame del cuore! E’ Gesù il nostro vero nutrimento, il pane che sazierà la fame del nostro cuore, impastato con il suo sangue e cotto con il calore del suo Amore. E’ in Gesù che possiamo trovare la pace vera, di Lui possiamo nutrirci, è Lui che dobbiamo adorare e in Lui e nella sua misericordia possiamo sperare. Eccomi! Se accetteremo questi tre inviti, se li faremo nostri e li metteremo in pratica, se sceglieremo di sperimentare la bellezza di sentirci figli di Dio saremo pronti a dire con cuore puro e sincero: Eccomi, si compia in me la tua volontà!

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